In Sicilia le battaglie contro la distilleria dell’imprenditrice Antonia Bertolino sono parecchio conosciute, in particolar modo quelle con i cittadini di Partinico, comune a venti chilometri da Palermo.
Una struttura (che per il tipo di attività che svolge è la più grande d’Europa) che da sempre ha destato la preoccupazione degli ambientalisti – ma non solo di loro -, per via delle emissioni, riconosciuti seriamente inquinanti, per la gestione dei rifiuti prodotti e per il particolare cattivo odore diventato, purtroppo, segno distintivo della cittadina.

Dopo numerose segnalazioni e denunce rivolte all’imprenditrice, che si è sempre difesa vantando l’assoluta regolarità dei propri impianti, ieri la polizia ha iniziato il sequestro di una parte dell’azienda, perché considerato fuori legge
Il provvedimento è stato emesso dal gip del tribunale di Palermo, Gioacchino Scaduto, su richiesta del procuratore aggiunto Roberto Scarpinato e dei sostituti Geri Ferrara e Gianfranco Scarfò.
L’azienda Bertolino, secondo l’accusa, avrebbe pure gestito illegalmente i rifiuti prodotti dalla lavorazione delle vinacce, e all’imprenditrice sono state contestate anche le ”emissioni moleste” prodotte dalla distilleria e che per tanti anni hanno procurato disagi agli abitanti di Partinico.

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