Diecimila ettari di bosco nel cuore della Sicilia rasi al suolo e venduti a una società italo-tedesca. Questo prevede l’accordo tra la Regione e la Sper spa, azienda proprietaria di una centrale elettrica a biomasse con sede a Dittaino, provincia di Enna che da qualche mese ha iniziato a spogliare intere aree collinari: circa 3 chilometri quadrati nelle zona di San Cataldo. Una vicenda che ha sollevato le proteste di sindaci e ambientalisti, preoccupati per il rischio idrogeologico in un’area soggetta a frequenti frane ed erosioni.
“È un paesaggio terrificante quello che oggi si apre ai visitatori e agli abitanti della zona – dice l’assessore all’ambiente e al territorio di San Cataldo Angelo La Rosa – lande a perdita d’occhio di creste e valli completamente denudate; tronchi di eucalipteti appena abbattuti disseminati sul terreno; cataste già pronte per essere caricate su grossi mezzi in direzione di Dittaino, ad alimentare le grandi bocche delle fornaci di una centrale a biomasse”. Il piano di deforestazione, espletato tramite una regolare gara d’appalto indetta dalla Regione, prevede il taglio di tronchi d’albero di eucalipto in un’area complessiva di 10 mila ettari di terreno in 10 anni nelle zone di contrada Buriana, Montecanino, Gabbara, Cioccafa, Mustigarufi, Gibliscemi, Cimia e Ficari. Il legname viene poi trasportato nella centrale di Dittaino, entrata in funzione lo scorso dicembre. L’impianto è gestito dalla stessa Sper Spa, composta da 3 società: la italo-tedesca RWE che detiene il 70 per cento, la Fri-El con il 20 e la Infrastrutture e Gestioni con il 10. Costo della centrale: 100 milioni di euro senza alcun contributo pubblico.